Con le braccia allargate

Il Centro di Prima Accoglienza "CASA GABRIELLA" ha superato il secondo Millennio. In questo passaggio epocale il pensiero e il cuore sono volati alti; il desiderio e il sogno li hanno seguiti con pari rapidità. Hanno corso veloci verso una progressiva realizzazione di piccoli progetti, se si vuole, ma con un’audace continuità, nel voler essere promotori e produttori di bene.

Certo, il tempo che a prima vista sembra trascorrere in egual modo, in realtà trascina con sé, nel quotidiano, ombre e grovigli, problemi nuovi e vecchi.

Si generano violenze a vari livelli che colpiscono deboli ed innocenti;

si calpestano diritti umani fondamentali;

si riducono in nuove forme di schiavitù, persone ad ogni livello della vita;

in nome della sicurezza, si produce maggiore insicurezza, seminando paure vane;

si viola la dignità dei più deboli e si producono sacche di povertà insanabili.

Il Centro di Prima Accoglienza "Casa Gabriella" in questo frammento di storia (ha raggiunto ormai 18 anni) , a cavallo di due secoli, non è rimasta passiva di fronte a tutta questa pesante carica di avvenimenti.

Non ha incrociato e non vuole incrociare le braccia , pensando che, nella sua piccolezza, possa fare ben poco, per risolvere il cumulo di problemi e di miserie ricorrenti.

Al contrario, assumendo giorno dopo giorno, la fatica che ogni piccolo passo comporta, ha cercato di mantenere sempre alto l’ideale per cui è nata: cioè quello di "servire un’umanità debole ed emarginata, senza distinzione di religione, di razza e di lingua."

La forza profetica che ha scorto in questo ideale evangelico, ai suoi inizi, non si è mai affievolita, perché costantemente sostenuta dalla della sua Sorgente: Gesù, il Servo per eccellenza, il maestro di vita , lo meta a cui tendere continuamente.

In questa direzioni hanno puntato le migliori energie di numerosi Volontari/e, Sostenitori, Collaboratori, Amici e Simpatizzanti, affinché il "servire" l’ultimo, l’indifeso, il debole ,l’emarginato, non si sbiadisse, non perdesse tono nella quotidianità dell’impegno e del dono .

Attraverso la trasparenza e il disinteresse personale nel "servire", l’accoglienza non è caduta nella mediocrità,la solidarietà non ha perso i colpi. L’amore, quello vero, che proviene da Dio con una particolare forza operativa e, a Lui ritorna, attraverso il "servizio", fatto, in diversi modi ai fratelli, si è dilatato verso tante realtà.

La Parola che Dio ci ha rivelato non ci lasci dubbi e incertezze: "Tutto quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a Me".

Così le radici del "servire" come dono d’amore, si sono fatte più profonde, per abbracciare tutti coloro che non hanno accesso alle stanze dei potenti: "gli inermi del mondo"; quelli che non hanno voce nel decidere i destini del pianeta.

E ancora, per accogliere, in maniera esigua ma significativa, tanta infanzia tradita, tanta femminilità avvilita ed abbruttita, schiavizzata nel corpo e nell’animo, derubata dei valori più alti di cui Dio l’ha dotata per il bene dell’umanità.

Solo con questo orizzonte il Centro di Prima Accoglienza "Casa Gabriella", pone ogni cura nell’allargare le braccia verso quelle creature che meritano tutto il nostro rispetto e la nostra volontà di bene.

Le Suore e i Volontari del Centro Prima Accoglienza

"Casa Gabriella"

Missioni in terra Africana

Dopo l’apertura della missione in America Latina è la volta del nostro approdo in Africa e precisamente nel cuore della stessa, in Rwanda e Burundi. La nostra presenza di Ancelle della Carità risale all’anno 1993 e precisamente a Mugombwa, un grosso villaggio, distante circa 20 km da Butare, la seconda città capoluogo del Rwanda, dove attualmente risiede la Comunità.

Le Suore qui si occupano in tutti i suoi risvolti igienico, sanitario e sociale di un Centro di Salute e di un Dispensario; il servizio in queste due realtà funziona giorno e notte, per tutto l’anno. Ovviamente, nell’andamento del complesso, sobrio ma altamente funzionale e ancor più frequentato al massimo, le Suore sono supportate da personale laico che garantisce la continuità e la serietà del servizio. All’inizio la Comunità religiosa, aveva pure l’abitazione vicina al luogo di servizio, rendendo in tal modo facile la loro presenza e le loro prestazioni, presso il complesso sanitario, soprattutto in situazioni di maggior bisogno.

Ma nel 1994, anno dell’orrendo genocidio che anche a Mugombwa, fece un massacro di vite umane e nel territorio, le Suore furono costrette a rimpatriare. Fu così che abbandonarono tutto, con tanta amarezza per la popolazione che lasciavano in tanto dolore ed in maggiore povertà. Però alla fine dello stesso anno ritornarono alla missione Rwandese, ma ponendo la loro sede abitativa a Butare. Ciò ha voluto dire, oltre alla grande fatica del rimettere in moto tutto un servizio sanitario, di fare i conti anche con la lontananza dallo stesso, per circa due ore di macchina per salire e scendere da Mugombwa, con strade alquanto dissestate o per la secca o per le piogge.

Ciò nonostante, le sorelle proposte al servizio del Centro di salute e al Dispensario, ogni giorno fanno questo percorso, senza badare troppo alle difficoltà. certe che qualcuno dall’alto vigila sempre sul loro cammino. Sono consapevoli della loro missione e sanno che tanti fratelli disagiati sono ad attenderle. Come buone Samaritane, si mettono si mettono al volante del loro automezzo e vanno con tanto entusiasmo, come fosse sempre il primo giorno di servizio in terra africana. Sono trascorsi ormai alcuni anni da quando le Suore Ancelle hanno mosso i loro primi passi in Rwanda e qualcuno ha scrutato la loro donazione generosa, coltivando in cuore il desiderio di fare altrettanto, con semplicità, con entusiasmo e così rispondere ad un forte appello di Gesù che ovunque chiama alla sua sequela.

E’ stata necessario così aprire nell’anno 2002 una Casa di Formazione per accogliere giovani fortemente motivate e dare loro un’adeguata preparazione cristiana, religiosa, teologica, improntata sulla conoscenza del Carisma delle Ancelle della Carità, perché assorbissero con impegno lo spirito del Vangelo e della Fondatrice. Ora un buon gruppo di giovani Rwandesi si trovano in Postulato, in Noviziato, altre già hanno raggiunto il traguardo della Professione religiosa, consegnandosi interamente a Dio per il bene dell’umanità. Col passare degli anni, la missione africana si è impiantata poi altrove: in Burundi, altro Paese nel cuore dell’Africa, con problemi e bisogni altrettanto grandi. Qui nell’anno 2002 ha posta la sua tenda la Comunità di Kiremba.

E’ un grosso villaggio situato su una delle 18 colline che si rifanno al capoluogo, che conta così 72.000 abitanti. Le Ancelle della Carità prestano la loro opera nell’Ospedale del luogo, famoso in tutto il Burundi, per l’impegno, la donazione, il servizio che molte realtà religiose e laiche riversano sullo stesso. Nello stesso stabile, all’interno, si trova pure il Centro nutrizionale ed il Dispensario, formando così un complesso sanitario che sotto tanti aspetti si colloca come realtà di grande servizio per una larga fascia di bisogni, di precarietà fisica, psichica, nutrizionale. Geograficamente, potremmo dire che le Ancelle della carità operano in un piccolo paese sperduto del mondo, qui però pulsa un’umanità, una carità, veramente degna del Carisma di Santa Maria Crocifissa.

Si potrebbe dire che "la povertà e la fame si è fermata qui", ma la carità delle Suore che operano in quel complesso, ha preso pieno possesso. Certamente la Fondatrice gira entusiasta fra quelle mura, in quegli stanzoni, fra quei letti, in mezzo a tanta indigenza, compiaciuta dell’operato amorevole e compassionevole delle sue Figlie, nei confronti di tanta sofferenza nascosta e palese. Anche qui in Burundi, parecchie giovani osservano ammirate e vanno coltivando in cuore il desiderio di dare una loro risposta generosa a quel Dio che sempre attrae ed invita alla sua sequela. Siamo certe che ben presto verranno a conoscere il Carisma che anima l’Ancella della Carità per condividerlo e rilanciarlo.