Suor Maria Paola scrive ...

 

 

Qui Nadotà (Benin - Africa)

 

Ho ormai superato il mese nella missione in Benin, presso il nuovo Centro Parrocchiale e d’accoglienza, fresco di vita e ancora in fase di completamento per i diversi lavori di rifinitura della struttura.
Nel suo insieme si presenta veramente una realizzazione  bella e funzionale, luminosa e spaziosa…
Stiamo piano piano, man mano che la Provvidenza ce lo permette, di provvedere all’indispensabile perché si possa realizzare quanto con essa si è a lungo pensato di fare, allo scopo di poter servire una Comunità di fratelli, desiderosi di crescere nella fede, nella conoscenza della Parola di Dio e nella carità.
E ancora più, servire i più poveri, perché sono quelli a cui, in terra di missione specialmente, colui che è mandato, è chiamato a servire con uno stile di predilezione... Detto questo avrei tante cose da comunicarvi, per rendere tutti partecipi, specie quanti, a diverso titolo, hanno reso possibile una realtà, mi sembra di  capire, un po’ invidiabile da queste parti… Infatti, ogni giorno ci sono visite di sacerdoti di altre Parrocchie e autorità varie per vedere la struttura.
Devo anche dire che stiamo bene, nonostante il caldo ed altre piccole difficoltà che con molta ilarità superiamo; che ci impegniamo a pregare, con liturgie sobrie ma che ci danno quella carica indispensabile  per vivere ogni giorno, innanzitutto il dono dell’Eucarestia , in mezzo a questa porzione di popolo di Dio, come meglio possiamo e poi per metterci nel solco della carità, come meglio il Signore ci suggerisce. 
Per quanto mi riguarda, devo dire che godo di una piacevole accoglienza. In diversi modi, mi fammi capire che per qualunque cosa io abbia bisogno, loro ci sono . Sovente mi domandano come mi trovo, come sto, se necessito di qualcosa. Ho un servizio macchina o servizio taxi moto, per provvedere a fare le spese di cui il Centro ha bisogno. Ma ancor più per far visita alle numerose famiglie , disperse  in località , abbastanza difficoltose da raggiungere, alle quali  Don Mario, senza fare pubblicità, sta vicino, provvedendo al cibo, ai medicinali  o bisogni vari, indispensabili alla sopravvivenza.
Questa è un’esperienza che non riesco a descrivere; è troppo toccante…soprattutto per quanto riguarda mamme sole, che vivono in tuguri, mi sembra, in qualche caso, al di sotto del livello delle bestie; con bimbi molto piccoli, affamati, denutriti, ma belli, gioiosi. Quando arrivo  nelle loro - diciamo abitazioni – i sprigiona una grande contentezza, una marea di bambini mi circonda, le mamme si sentono soddisfatte e come arrivasse loro una benedizione,  mi danno in braccio il loro neonato o poco più, perché lo baci e lo segni sulla fronte. Poi tutti in circolo, cantando” giro, giro tondo….” è il massimo. Quando faccio per andarmene, tutti intorno mi sollecitano ripetutamente: “Encore, ma Soeur…Ma il tempo è inesorabile e bisogna proseguire, perché la sera avanza e il rientro fra piccole strade in mezzo al granoturco o  fra i filari degli alberi di arance o di palme, ci offre un rilassante ritorno a casa, perché la natura è bella e ci aiuta a sentire, la piccola, ma forte esperienza fatta, in maniera meno pesante.
La preghiera di compieta che chiude la giornata, si carica così di ringraziamenti, di domande di perdono, per il molto ricevuto, il poco donato e per quanto ad altri siamo debitori.
Devo dire poi che la Parrocchia sta intraprendendo il suo cammino, fra le difficoltà degli inizi, gli slanci di costruire una comunità cristiana, gli sforzi per far partire iniziative che sorreggano il desiderio di vivere sempre più e meglio il Vangelo, sprona pure a mettere in campo diverse iniziative, che favoriscano la crescita  come Chiesa missionaria, in tutte le fasi della vita.
Per questo non manca la corale dei bambini (straordinaria e toccante), quella dei giovani, che sta per prendere consistenza  e infine, quella delle donne  che è veramente bella e sempre presente, sia la domenica che nella Messa dei giorni feriali.
La Festa del Corpus Domini ha dato l’avvio al gruppo  “Les enfants  de l’Eucharistie”: una cosa grande per l’innocenza di questi bambini e il desiderio di preghiera quasi innato, che essi  hanno.
Nella Chiesa Parrocchiale, non c’è ancora l’Eucarestia, perché non c’è a ancora il Tabernacolo e la chiesa abbisogna ancora di tanti lavori di muratura. Quando sono arrivata io, c’era ancora la terra come pavimento; ora hanno fatto una gettata di cemento, con qualche offerta che la comunità ha messo insieme, Così, piano, piano vanno costruendo la Chiesa di pietra, assieme a quella del loro divenire sempre più credenti in Cristo…
Ultima bella e nuova realtà nella missione qui a Nadota è aver realizzato un progetto per le vacanze dei bambini (dai 2 anni ai 12 anni); chiudiamo un occhio, libera iscrizione,  bambini in schiena alla sorellina di 8-10 anni e via dicendo, degli animatori ben motivati, affiancati da giovani mamme con la sottoscritta che cerca di tenere insieme gioiosamente tutto e tutti. I bambini, divisi in gruppo, con un foulard che li distingue, si alternano nei vari giochi, pensati secondo l’età, nelle diverse mattinate, per tutto il mese di luglio. Vorrebbe essere una specie del nostro Grest, con un tema  da tener presente: 

3 j j j -   Nadota,   esprimono il nome della Parrocchia di Nadota: Santa Trinità, e Gesù, gioia, gioco. 

Gli animatori portano una specie di pazienza con stampata questa scritta, alla quale si deve far riferimento nella giornata. Una piccola merenda chiude l’incontro giornaliero. Per tutti è una grande novità ed è vissuta con tanta gioia….
Vogliamo preparare l’accoglienza  (come qui sanno fare bambini e giovani) delle sei  persone che verranno in Benin a fine luglio… tutti già sanno ed attendono a livello parrocchiale.  In definitiva, ogni giorno è un grande giorno che ci impedisce di dormire, a motivo a volte della pesantezza del caldo.  Ci sentiamo rigenerati, specie in questi ultimi giorni, oltre che dalla gioia, dalla semplicità  che ci circonda, l’arrivo dell’acqua,  zampillata dal pozzo, a 70 metri di profondità; era di un color rosa, in mezza ad una specie di sabbia, somigliante al sale grosso, color violetto. Si è fatto una grande festa  con tutta la Comunità, perché la Parrocchia, oltre alle cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, ha l’acqua potabile. La cosa ancora di grande pregio, è che l’acqua  è distribuita con la forza dei pannelli solari, i quali ti liberano dal pagare la bolletta dei consumi…
All’annuncio di aver  toccato l’acqua a quella profondità, gli scavatori mi hanno chiamato con una gioia grande; infatti gli abbiamo visti tante volte veramente affaticati  e ansimanti per la pesantezza del lavoro, dicendomi: “ma soeur , il y a l’eau” (suora c’è l’acqua)…Nel villaggio è risuonato il suono della tromba da parte di Don Mario e tutti in un attimo sono venuti a conoscenza del grande dono. Per questo all’indomani, senza preparativi e annunci si è formata una grande processione con tan tan e tamburi, partendo dalla parrocchia fino al pozzo, nel quale è stata gettata una corona del rosario con la scritta dell’avvenimento.  Poi la benedizione dell’acqua  zampillante, che è stata data al villaggio nel giorno del Cuore Immacolato di Maria, di cui la gente è molto devota e definita da Dante,  proprio così “Maria…tu sei di speranza fontana vivace”. Per godere dell’acqua, ci vuole il  castello (12 mt. di altezza) con la cisterna che la solleva  e la distribuisce alla casa. Anche questo ha raggiunto la sua meta. Così tra una preoccupazione e l’altra, e  un darsi da fare, allo scopo di dare  senso, sapore, consistenza alla missione che fa i suoi primi passi, il Signore ci dona delle gioie pure e semplici come lo sono i bambini e la gente, in genere, del villaggio di Nadota che di continuo andiamo dicendo e sperimentando che è buona.
Pensiamo che lo scritto nella sua lunghezza non vi abbia annoiato, ma caricato di tanta buona volontà per non lasciare nulla d’intentato per il bene dei fratelli, specie meno fortunati.
Continuiamo insieme ad essere missionari, dove il Signore ci ha piantato, come continua a dirci Papa Francesco, nel vivere con gioia il Vangelo. Saluti  ed abbracci a tutti, unito al grazie nostro e di tutti i fratelli in Cristo.

Suor M. Paola

Nadotà,  1°  luglio 2014