OTTOBRE 2014


Riprendiamo il nostro appuntamento, per piccole ma significative comunicazioni, inviando quindi una breve ma sentita testimonianza, al mio rientro dall’esperienza missionaria in Benin....

  

Tre mesi a NADOTA’- Benin (Africa)

 

Tre mesi a livello di tempo, tre anni come intensità, perché ogni minuto era peso oro e la continuità nel tempo era carico di avvenimenti, d’incontri, di visite, di scoperte, di fatiche, di gioie, di cose veramente da far stupire, da commuovere, da far riflettere, da far elevare la mente e il cuore a Dio per un ringraziamento, per una domanda di perdono, per una richiesta di energie sempre nuove, per far fronte alle novità che di continuo ti capitava d’imbatterti.

Pertanto l’esperienza di questi mesi, per quanto, nel suo insieme, difficilmente spiegabile, perché talvolta difficile, talvolta impegnativa, a volte anche incomprensibile, umanamente pensando, è stata esaltante per un concatenarsi di motivi che l’hanno resa veramente singolare. E’ stata un’emozione forte, continua, carica di tanto bene ricevuto e donato, in modo molto semplice, ma sincero, costruttivo che per ciascuno certamente ha scritto un pezzettino di storia piacevole… proprio in questo spazio di tempo, in questo spazio geografico, in questo spazio umano.

Quello che in questo Paese d’Africa subito ti colpisce è la bellezza della natura, la grandezza faticosa del lavoro, il vociare dei bambini nella loro innocenza, i colori dei vestiti che danno veramente un tono di festa e di gioia, pur in mezzo alle mille difficoltà della sopravvivenza. Il  tono ritmato del tan-tan coinvolge poi tutti, piccoli e grandi e li fa danzare creando comunione, comunità, famiglia allargata e dà carica di vita…

Pertanto le attività della Parrocchia sono semplici e travolgenti: una quantità di bambini, dai più piccoli agli adolescenti, riempiono ogni giorno il grande prato antistante la Chiesa: punto d’incontro, sotto il grande mango che ci ripara dal cocente sole, per vivere la 3 jjj  jeux-joie, Jesus (specie di grest) e il gran vociare nel rientro a casa attraverso i tanti vialetti nei campi di mais. Concludeva la giornata una piccola merenda preparata e servita dai diversi animatori.

Ancora incantevole ho trovato la corale dei bambini, sostenuti dai loro tipici strumenti, guidati da una giovanissima ragazza, con il dono di una bella voce e di grande passione per la musica. Questa bellissima realtà mi ha dato un caloroso “benvenuta”, al mio arrivo a Nadotà. Non lo potrò dimenticare. E’ stato troppo commovente…..
Non manca la scuola di musica per i giovani; ha seguito la realizzazione di un film sulla Passione: gli attori sono tutti ragazzi e giovani della Parrocchia. La rappresentazione si è svolta tutta nei locali della Parrocchia, freschi ancora di cemento e di pittura, potremmo dire, ancora impregnati del sudore di quanti con tanta fatica fisica, hanno dato mano all’impresa..
In crescendo: ha preso vita la Caritas parrocchiale, la scuola di fede per gli adulti, la corale degli adulti. A completamento, la celebrazione  dei primi Sacramenti, coronati dal sacramento della Cresima che il Vescovo stesso ha voluto conferire.
Quello che ancora mi ha colpito è stato il far partire una Comunità Parrocchiale, là dove nulla ancora c’era, se non dei cristiani seriamente intenzionati a conoscere il vangelo, a viverlo nelle sue esigenza e nella sua bellezza, ad essere dei testimoni del Risorto, in quel piccolo spazio d’Africa. Ho riscontrato, in questa piccola porzione di chiesa, come l’entusiasmo delle prime comunità cristiane, fedeli seguaci dei loro maestri nella fede ed ora camminatori audaci verso la missione e la comunione, fortemente uniti nella carità. E tutto ciò, senza grandi strutture. Quando io sono giunta, la chiesa era poco più che quattro mura, con l’erba in terra e abbondante sabbia. Questa conteneva un tavolo per la celebrazione dell’Eucarestia, una quantità di panche dotate di una sola gamba e dall’altra parte, appoggiata su un mattone: attenzione a sedersi…un volo era assicurato. Ora a piccoli passi si avanza con il contributo di tutti i parrocchiani e di tanti amici che in terra bresciana hanno preso a cuore il progetto Brescia-Benin

Interessante poi è tutta la costruzione che è sorta per servire questa Parrocchia “sainte Trinité, di Nadotà-Benin  (Africa) e quanti, a diverso titolo, sono raggiunti dalla sensibilità di Don Mario, del tutto particolare per i poveri; per i piccoli non scolarizzati; per i minori sfruttati che si muovono fra enormi rottami di camion e di container, fra bidoni di carburante che ti bloccano il respiro, fra attrezzi sudici e lamiere contorte; per donne, al limite della sopravvivenza… per l’infanzia con handicap vari, impossibilitata ad avere interventi adeguati.






La struttura è stata costruita tutta a mano, mattone per mattone e tutto quanto è servito a renderla realtà abitabile. Un enorme impegno è stato lo scavo del pozzo, ad oltre 70 mt. per trovare l’acqua e la cisterna dell’acqua su un castello di 12 metri.  Tutto il servizio dell’acqua nella  Casa e della corrente elettrica è fatto attraverso i pannelli solari. Questa è pure una grande novità e mette la costruzione all’avanguardia, perché è liberata dal pagare le varie bollette che incidono anche là in maniera pesante.
Mi faccio interprete del pensiero di Don Mario  “per ringraziare tutti gli amici bresciani che hanno permesso di compiere imprese così semplici e così grandi in tempi davvero record…”

 

                                      Suor Maria Paola


Link al sito dell'associazione BresciaBenin http://www.bresciabenin.it