Dal 1991, a seguito della guerra scoppiata nella Ex Yugoslavia e più precisamente nel Kosovo, l’Istituto ha provveduto all’allestimento di “Casa Gabriella”; questo a seguito del forte sollecito dal parte del Comune ad accogliere i tanti profughi che in quel periodo arrivavano a Brescia. Si trattava di bambini con le loro mamme, insediate temporaneamente nel campo nomadi di Via Sostegno in città, provenienti da quei Paesi in guerra. La realtà, in quel preciso momento storico, era quella di una presenza scomoda e mal tollerata dalla cittadinanza, perché tutta questa marea di miserabili, in lungo e in largo girava la città, accattonando per la sopravvivenza, dando un volto poco piacevole a tutto l’insieme cittadino. Si voleva sottrarli allo sguardo dei più…

E’ da dire anche che il Centro di Prima Accoglienza si era attivato per l’emergenza, in attesa che la situazione nel Kosovo e nei Paesi limitrofi migliorasse; ma le vie di Dio non sono le nostre vie, così, giorno dopo giorno, povertà dopo povertà, immigrazione dopo immigrazione, con l’accavallarsi di problemi, siamo giunti al 16 anno di “accoglienza”, con lo sforzo mai disatteso di offrire “una carità di alta soglia”, a persone definite, dal comune linguaggio sociale, “di bassa soglia”.

Ancora una precisazione: il Centro si definisce “casa” col nome di “Gabriella”; figura questa molto cara ad ogni Ancella, poiché sappiamo essere stata la persona più vicina a Paola (poi Sr. Maria Crocifissa) nel sentire, nell’operare, nel soffrire, nel condividere, prima gli slanci di carità nella donazione ai poveri, ai malati, agli emarginati; poi nell’impresa di fondazione della Congregazione delle Ancelle della Carità.

Nel 1997 nel Centro è venuto a formarsi pure un’Organizzazione di Volontariato denominata “Casa Gabriella”, per dare maggiore continuità e serietà al servizio, offerto tutti i giorni dell’anno e, negli ultimi sei anni, 24 ore su 24. Come è possibile questo? Perché oltre la presenza delle Ancelle della Carità, opera quella numerosa schiera di volontari (donne, uomini, giovani), sensibili ai problemi sociali e cristiani della fraternità e della condivisione che di giorno o di notte, in casa o sulla strada, con bambini o con adulti, danno la loro gratuita disponibilità.

I Servizi offerti da questo Centro di Prima Accoglienza, mirano alla socializzazione, all’alfabetizzazione, alla formazione, all’inserimento scolastico dei bimbi e dei ragazzi; così pure avviano le famiglie di immigrati alla conoscenza e all’uso mirato dei Servizi pubblici attivi sul territorio. Nell’insieme, tendono ad arginare la precaria situazione di tante nuclei privi del necessario, lesi nei loro diritti fondamentali, per immetterli in un tessuto sociale adeguato; sanare, nel limite del possibile, situazioni di donne sole, impigliate in situazione disastrose, favorendo nell’insieme la dignità morale e fisica delle stesse, facilmente frustrate ed indifese.

In sintesi “Casa Gabriella” si occupa di emarginazione grave: tiene sempre le porte aperte e il cuore spalancato per dare, nel limite delle sue possibilità, risposte giuste al tempo giusto..